Piccole riflessioni su cose molto note e su termini che a qualcuno, soprattutto giovani, sono sconosciuti. Il fico, con uva e olivo, fa parte di quel patrimonio nutrizionale spontaneo della natura, densamente presente nel bacino mediterraneo, che tanto ha inciso nei millenni nello sviluppo delle popolazioni di tale ambito favorendo il susseguirsi di civiltà che largamente hanno segnato lo sviluppo dell’intera umanità. Ma non è di cose così importanti che vuole trattare questa pagina, ma di piccole cose di questo prodigioso frutto: il fico. M’incuriosisce la vasta terminologia del frutto che non mi pare riscontrabile in altri; a tal fine ho fatto qualche ricerca che, ovviamente, non esaurisce l’argomento.
- Fichi e primijuri - non sostenuto da competenze in botanica e cicli della natura mi chiedo: la straordinaria capacità del fico di avere due produzioni annue ravvicinate (primijuri (fioroni) in giugno e fichi in agosto) è riscontrata in altri prodotti della natura?
- Altra caratteristica del fico è la denominazione in relazione allo stato di avanzamento della maturazione; non ho presente altri prodotti naturali con tale diversificazione.
- Scattagnola - è lo stadio giovanile del frutto ancora acerbo piccolo e duro. dal latino captare, uscire rapidamente, balzare, scoppiare
- ‘Ncroffa - (in uso prevalente nel comprensorio) è lo stadio intermedio che ha già raggiunto la dimensione adulta, ma una maturazione non completa; può capitare di raccoglierlo in tale stadio, ma risulterà poco gradito nel mangiarlo. In alcuni luoghi questo termine viene usato metaforicamente per evidenziare di aver preso una fregatura; es. acquisto auto usata; si scopre che consuma molto e vibra, si dice: “ha pigljatu ‘na ‘ngroffata”.
- In alcuni luoghi della Calabria si usa il termine Scatroffa, termine di origine greca, per indicare donna da nulla, inetta persino nel cucire
- Trisingata o trisignata – dal latino signum/signare/signatus (in uso prevalente nel comprensorio) o lo stadio della maturazione ottimale; trisignata = tre segni; sulla buccia appaiono tre segnature/tacche verticali (‘ntaccature) di un paio di cm, equidistanti sulla circonferenza. Tale stadio dura uno due giorni e poi velocemente deperisce. Il frutto è teso, in direzione perpendicolare al ramo. Quanto detto vale certamente per fichi nella massima dimensione; i fichi di piccola-media dimensione raramente sviluppano le segnature.
- ‘Mpassula o ‘mpassulata o ’mpassuluna - (dal verbo ”mpassulari:appassire, avvizzire; dallo spagnolo pasa) è lo stadio successivo alla piena maturazione, ancora parzialmente commestibile, che va rapidamente verso il totale degrado. Il frutto è recline appoggiato al ramo, ma non ancora appiccicato.
- ‘Mpacchia - è lo stadio del totale deterioramento, in putrefazione, appiccicato sul ramo o caduto a terra, aggredito da numerosi insetti; è un elemento inutile e dannoso da eliminare. Anche tale termine è metaforicamente usato per indicare persona senza alcun valore; es. in un dialogo tra coniugi: “sa mugljera du niputu tua è propiu na ‘mpacchja” per dire che è una ragazza senza personalità.
- Fichi shchavi - sono i fichi neri – ripeto ciò che ho già evidenziato altrove; non essendovi etimi conosciuti si potrebbe dedurre che derivi dal colore nero che è drammaticamente identificato come il colore della schiavitù.
- Se poi non volete faticare tanto e decidete di gustare la vasta e qualificata produzione artigianale potete rivolgervi alle ditte del territorio di Amantea e dintorni.
La produzione industriale dei fichi secchi viene effettuata nell’ultimo quadrimestre dell’anno.
(valutare tutto con beneficio d’inventario e inoltrare eventuali integrazioni-correzioni)
di Antonio Cima – Fonte: Amantea3.it

